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Pubblicazioni, Teatro, Video, Cinema di Andrea Balzola



 

 

Andrea Balzola

LA SCENA TECNOLOGICA

Dal video in scena al teatro interattivo

Dalla fine degli anni ’70 il teatro subisce una profonda trasformazione, una vera e propria mutazione genetica prodotta dall’innesto sulla scena delle tecnologie e dei media elettronici: prima il video e poi, dagli anni ’90, il computer. La rivoluzione che la nascita delle arti elettroniche aveva portato nelle arti visive e nella musica si estende al mondo performativo del teatro e della danza e l’Italia si trova subito all’avanguardia di questa sperimentazione, con diverse, successive e fertilissime ondate generazionali: dal teatro della Nuova Spettacolarità degli anni ’80 (Magazzini, Falso Movimento, Gaia Scienza, Studio Azzurro, Krypton, Giardini Pensili, Raffaello Sanzio, Tam Teatro, Eshetu, Verde…) ai gruppi del Teatro ’90 (Motus, Fanny & Alexander, Teatrino Clandestino…) e della nuova danza (Castello-Aldes, Vidach-Aiep…)  fino a più recenti esperienze (Fortebraccio Teatro, Xlabfactory, Cosentino). Così come le nuove tecnologie modificano radicalmente i comportamenti collettivi, il lavoro, le abitudini, il rapporto con lo spazio e con il tempo, la digitalizzazione di tutti gli apparati tecnici (light design, sound design, graphic e visual design, attrezzistica e macchineria) e la creazione di una doppia scena reale e virtuale, cambiano il modo di concepire e di fare teatro, in ogni suo ambito. Andrea Balzola, nella sua doppia veste di studioso, teorico delle arti multimediali e di drammaturgo ha invitato i più significativi protagonisti di questa trasformazione del linguaggio teatrale a raccontare la propria esperienza e alcuni dei principali osservatori critici a riflettere su questo fenomeno innovativo. Il libro riprende, a quasi vent’anni di distanza, la tematica affrontata nel libro La nuova scena elettronica. Il video e la ricerca teatrale in Italia (scritto con Franco Prono, Torino 1994), attualizzandola e integrandola con gli straordinari sviluppi artistici e tecnologici dell’”età digitale”.

Prima parte del volume:  la voce degli autori

Interventi di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi; Paolo Rosa STUDIO AZZURRO; Giorgio Barberio Corsetti; Fabio Iaquone;  Gianfranco Cauteruccio  KRYPTON; Giacomo Verde; Michele Sambin  TAM TEATRO; Roberto Paci D’Alò  GIARDINI PENSILI; Enrico Casagrande e Daniela Nicolò MOTUS; Chiara Lagani FANNY & ALEXANDER; Pietro Babina TEATRINO CLANDESTINO; Roberto Latini  FORTEBRACCIO TEATRO; Francesca Della Monica e Massimo Verdastro; Mauro Lupone  XLABFACTORY;

Theo Eshetu; Andrea Cosentino; Roberto Castello ALDES; Arella Vidah  AIEP.                                                                     

Seconda parte: la voce degli sguardi

Interventi di Maia Borelli, Bruno Di Marino, Dario Evola, Nico Garrone, Marco Maria Gazzano, Carlo Infante, Sandra Lischi, Erica Magris, Marisa Pizza, Oliviero Ponte di Pino, Silvana Vassallo.

 


VISITATE IL BLOG DEL LIBRO, CON FORUM, INTERVISTE, RECENSIONI
www.artefuoridise.it

L’arte è fuori di sé perché sta vivendo una crisi d’identità senza precedenti, ingabbiata in un sistema autoreferenziale da e per addetti e lavori, pilotato più da logiche di mercato e di immagine che da una sincera ispirazione, lontano dal vissuto e dalle sensibilità reali della gente.

 L’arte è fuori di sé perché sono esplosi tutti i codici e i confini, il pubblico e gli stessi studiosi non sono più in grado di valutare che cosa sia arte e cosa non lo sia, molti la confondono con la pubblicità, con il design, con la comunicazione.

Ma l’arte è fuori di sé soprattutto perché la rivoluzione informatica di fine Novecento ha prodotto una trasformazione antropologica dei comportamenti e delle relazioni sociali, che incide profondamente sull’arte e sul ruolo dell’artista. L’arte che esce da sé, in senso positivo, può svolgere una funzione simbolica di antidoto alle patologie alienanti e massificanti dell’età post-tecnologica, spostando il suo baricentro da una creazione individuale a una creazione collettiva, dall’opera  compiuta al processo aperto, dalla centralità dell’artista “genio” a una centralità dello spettatore, con una circuitazione totalmente diversa, gratuita e molto più partecipata degli eventi artistici.

La tecnologia ha mutato l’uomo e il suo mondo, facendo emergere nuove contraddizioni sociali ed etiche. Mentre il “sistema dell’arte contemporanea” resta chiuso su se stesso, molte pratiche artistiche che utilizzano le tecnologie e i new media stanno rivoluzionando il fare e il ruolo dell’artista.

Andrea Balzola (Torino, 1961) drammaturgo, sceneggiatore e regista, insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all’Università La Sapienza di Roma. E’ autore di numerose pubblicazioni tra cui Le arti multimediali digitali, (Garzanti, 2004), Una drammaturgia multimediale (Editoria & Spettacolo, 2009), La scena tecnologica, (Audino editore, 2011).

Paolo Rosa (Rimini, 1949) è uno dei fondatori di Studio Azzurro, gruppo di ricerca artistica sui nuovi linguaggi. Da molti anni si interessa ai temi dell’interattività e del multimediale realizzando installazioni, spettacoli, film e musei narrativi”. E’ preside di Dipartimento dell’Accademia di Brera e autore di svariati libri sull’attività di Studio Azzurro. Feltrinelli ha pubblicato nel 2007 il doppio dvd+libro Studio Azzurro. Videoambienti e ambienti sensibili, che documenta il tragitto teorico e immaginativo del gruppo fin dalla sua fondazione nel 1982.

 


 

 

 

PUBBLICAZIONI RECENTI:

 

A.Balzola, AM. Monteverdi, LE ARTI MULTIMEDIALI DIGITALI, Garzanti 2004 (è in preparazione la 2° edizione)
A cura di Teatro Aperto, IL DRAMATURG, Il Principe Costante 2004
A cura di AM.Monteverdi e O.Ponte di Pino, IL MEGLIO DI ATEATRO (2001-2003), Il Principe Costante 2004
A.Balzola, AM. Monteverdi, STORIE MANDALICHE, Nistri-Lischi 2005
A cura di Teatro Aperto, IL TEATRO NASCOSTO NEL ROMANZO, Il Principe Costante 2005
S.Artero, A.Balzola, P.Eubel, J.Pfeiffer, WELTANSCHAUUNG, Swirdoff 2006
A.Balzola e O.Catacchio, LA FATTORIA DEGLI ANORMALI, Cut Up Comics 2006 (finalista Lucca Comics 2006)
AA.VV., POESIA EROTICA CONTEMPORANEA, ATi Editore 2006
A.Balzola, LINGUAGGI ED EST-ETICHE NELL’ERA DIGITALE, in A.Caronia, E.Livraghi, S.Pezzano (a cura di), L’OPERA D’ARTE NELL’EPOCA DELLA PRODUCIBILITA’ DIGITALE, Mimesis 2006
A.Balzola, LE SCENE VIRTUALI DI STUDIO AZZURRO, da PROLOGO a GALILEO, in B.Di Marino (a cura di), STUDIO AZZURRO. Videoambienti, Ambienti sensibili, Feltrinelli, 2007 (libro e DVD).
A.Balzola e A.Panelli (a cura di), L’ISOLA CHE C’E’. Teatro, ricerca, integrazione: il laboratorio del Laurentino 38, Lucky Red 2008 (libro e DVD)
A.Balzola, UNA DRAMMATURGIA MULTIMEDIALE. (testi teatrali multimediali rappresentati), Editoria & Spettacolo, 2009.
A.Balzola e R.Pesce, STORYBOARD. Arte e tecnica tra lo script e il set, Dino Audino Editore, 2009.
A.Balzola (a cura di), ARTE E MEDIA. La Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Scalpendi editore, 2010 (libro e DVD)
A.Balzola, LA SCENA TECNOLOGICA. Dal video in scena al teatro interattivo, Dino Audino editore, 2011 (con videointerviste on line ai registi, a cura di S.Combi).
A.Balzola e P.Rosa, L’ARTE FUORI DI SE’. Un manifesto per l’età post-tecnologica, Feltrinelli 2011

SPETTACOLI RECENTI:

 

STUDIO PER LA FATTORIA DEGLI ANORMALI (con A.Cosentino, regia di A.Balzola, sound di M.Lupone), finalista Premio Cappelletti 2004, Roma 2004
L’ISOLA CHE C’È. VIAGGIO DENTRO CASA (LAURENTINO 38) (scritto da A.Balzola, regia di A.Panelli, compagnia teatro integrato I Gulliver), Roma, giugno 2006
GALILEO. ALL’INFERNO (drammaturgia di A.Balzola e P.Rosa, regia di P.Rosa per Studio Azzurro, coreografie di D.Kurz), Norimberga, marzo 2006 e (nuova versione, con coreografia di R.Castello-Aldes) Milano 2008.
I RACCONTI DEL MANDALA (con F.Della Monica, testi e drammaturgia di A.Balzola, regia e sound di M.Lupone, video di T.Eshetu in collaborazione con S.Malfatti) La Spezia 2007
OLTRE LA VISTA DEL MONDO – MESSAGE IN A BOTTLE (con J.Rosa, M.Verdastro e F.Della Monica, testi, drammaturgia e regia di A.Balzola, video di T.Eshetu in collaborazione con S.Malfatti, sound di M.Lupone) Arsenale La Spezia 2009.
Progetto SATYRICON a cura di F.Della Monica, L.Scarlini, M.Verdastro, regia di M.Verdastro (8 episodi scritti da M.Palladini, L.Russo, S.Massini, L.Scarlini, M.Barile, A.Tarantino, A,Balzola, L.Prosa) 2008-2011
 


 

 

 

Arte e tecnica tra lo script e il set

 

Manuali di script 130  

Uscito il 11/2009

 

Isbn: 978-88-7527-083-4
Aree: Cinema
Keyword: Professioni
 

Non tutti sanno che dietro le famosissime inquadrature della scena della doccia in Psycho oltre al genio di Hitchcock c’erano le centinaia di disegni preparati da Saul Bass. C’era cioè un progetto visivo che a partire dalla sceneggiatura simulava su carta le inquadrature che sarebbero poi state ese-guite con la macchina da presa.
Oggi emerge sempre con maggior forza quanto la pratica dello storyboard e il suo contributo “dietro le quinte” siano stati per lungo tempo ignorati o sottovalutati e quanto invece siano sempre più importanti nei diversi ambiti creativi: dal fumetto al cinema, dalla pubblicità al videoclip musicale, dalla video arte agli ipertesti multimediali. 
Lo “story-board” potrebbe essere tradotto letteralmente come “tavola della storia” ma preferiamo definirlo come “sceneggiatura visiva”, una modalità tecnica e artistica di visualizzazione grafica costruita per sequenze di immagini (quadri o inquadrature), impiegata nella fase di progettazione di fumetti, film, video, opere multimediali, successiva alla sceneggiatura scritta e precedente alla tavola del fumetto o alle riprese cinematografiche o video. Lo storyboard è un metodo per focalizzare in breve tempo e in maniera efficace le idee, aiuta a sviluppare le soluzioni registiche e a contrarre i tempi di realizzazione di una narrazione visiva o audiovisiva. La sua nascita coincide con le origini del cinema di animazione di produzione industriale, in ambito Disney, ma è anche il risultato del lungo percorso del racconto per immagini. Questo libro, basato sull’esperienza professionale e didattica dei suoi autori, ha lo scopo di far luce su questo affascinante mondo di immagini generatrici di racconti, e di guidare passo per passo chi è interessato a entrarvi.

 

http://www.audinoeditore.it/

 

 


Comunicato stampa.


Xlabfactory partecipa alla Festa della Marineria il 12 e 14 giugno con un nuova straordinaria produzione teatrale multimediale:

OLTRE LA VISTA DEL MONDO

Message in a Bottle.

Recital multimediale per il Golfo dei poeti
Lo spettacolo ha la regia e la drammaturgia di Andrea Balzola - uno degli artefici del teatro multimediale in Italia-, l’interpretazione di Jole Rosa -protagonista della stagione teatrale d’avanguardia romana- e del vincitore del premio Olimpico del teatro, Massimo Verdastro. Le immagini video sono di uno dei più rinomati videoartisti internazionali, l’anglo-etiope Theo Eshetu, con la collaborazione di Samuele Malfatti. Sound design e musiche di Mauro Lupone e Eddy Mattei, scenografie di Mario Sturlese con Luca Dematheis e light design di Liliana Iadeluca. Con la straordinaria partecipazione di Angelo Smimmo, che ha lavorato per Lindsay Kemp e Roberto De Simone. Direttore di produzione è Anna Maria Monteverdi affiancata da Myriam Cinquepalmi.


La location scelta per questo allestimento è l’officina Carpentieri e Calafati dell’Arsenale Militare che ospita, in restauro, il mitico Leudo Felice Manin, simbolo della Festa della Marineria. Il leudo, classe 1891 la “quarta caravella”, il più antico dei velieri liguri servito per trasportare merci e viveri alle isole dell’Arcipelago toscano ma anche per portare emigranti sfidando l’Oceano, accoglierà questo spettacolo evocativo e tecnologico che unisce il poema La Vista del Mondo dell’autore spezzino futurista Ettore Cozzani alle poesie dei romantici inglesi che hanno abitato il territorio spezzino in una traduzione e riduzione originale di Andrea Balzola.

Il poema di Cozzani è una visione contemplativa che trasfigura il paesaggio del Golfo della Spezia trasformandolo in una specie di Aleph borgesiano, un golfo che contiene in sé tutti i più straordinari golfi del mondo. Una contemplazione estetica che diventa estatica, una visione mistica che apre la bellezza del mondo materiale alla luce metafisica del mondo spirituale. In questa dimensione di viaggio multimediale metaforico e poetico dal mare al cielo, appaiono - come benevoli fantasmi, o come angeli del mare - le voci dei grandi poeti inglesi che tanto hanno amato quel mare fino a sfidarne la forza (il naufragio di Shelley, la pericolosa nuotata di Byron tra Lerici e Porto Venere in omaggio all’amico morto) e morirci (Shelley). Le immagini in video del Golfo della Spezia apriranno una finestra visiva sulla voce recitante dell’attrice Jole Rosa e di Massimo Verdastro, immagini simboliche che evocheranno momenti chiave della biografia di Byron e di Shelley nel Golfo. Accompagnati dalle immaginifiche vele delle proiezioni video, dal vento della musica elettronica e dal canto dal vivo, lo spettatore viaggerà in un mare onirico, notturno, pieno di incantesimi e misteri, di contrastanti sentimenti, di avventure dell’anima e di aspirazioni alla libertà dei popoli oppressi.


www.xlabfactory.org


Presentazione del volume
UNA DRAMMATURGIA MULTIMEDIALE

Testi teatrali e immagini per una nuova scena
di Andrea Balzola
Editoria & Spettacolo, Roma



PIAZZA VERDI - Radio Rai 3
un programma di Elio Sabella sul mondo dello spettacolo
Sabato 2 maggio (fascia oraria 16.50 - 18)


Care Off . DOCVA Via Farini
La Fabbrica del Vapore

Via Procaccini 4 - Milano
Giovedì 7 maggio ore 18


Insieme all’autore saranno presenti:
Tullio Brunone, Anna Maria Monteverdi, Oliviero Ponte di Pino,
Paolo Rosa, Emanuela Villagrossi


Sono visibili on line i trailer dei due progetti crossmediali :

LE VOCI DEL VULCANO (La torre di Hoelderlin)

http://www.streamit.it/index.htm?v=e2e4c90a07486c568e80d1bf13f18501

I RACCONTI DEL MANDALA

su YouTube

http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=I+racconti+del+Mandala&aq=f

Per ulteriori info visitate il sito della nostra compagnia

www.xlabfactory.org


Aprile 2009

 

E’ appena uscito, il mio libro “Una drammaturgia multimediale. Testi teatrali e immagini per una nuova scena” , edito da Editoria & Spettacolo di Roma, che raccoglie i miei testi teatrali rappresentati (con Marisa Fabbri, Luca Ronconi, Claudio Longhi, Theo Eshetu, Studio Azzurro, Tullio Brunone, Verdastro-Della Monica, etc) con particolare riferimento al rapporto tra teatro e new media, teatro e nuove tecnologie digitai interattive. ci sono parecchie immagini e 3 note introduttive di Nico Garrone, Anna Maria Monteverdi, Oliviero Ponte di Pino.

Il libro è reperibile su internet (sul sito www.editoriaespettacolo.it), nelle librerie Feltrinelli e in quelle specializzate in teatro e spettacolo

http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1302

http://digitalperformance.blogspot.com/2008/10/andrea-balzola-e-la-drammaturgia.html

www.ateatro.it  (clicca sul menu la sezione news)

 

 


Cari amici, è finalmente uscito il DVD con LIBRO:

L’ISOLA CHE C’E’
Teatro Ricerca Integrazione: il laboratorio del Laurentino 38

Edito da Lucky Red
A cura di Andrea Balzola e Alessandra Panelli per Diverse Abilità
in collaborazione con Azienda Usl Centro Salute Mentale Distretto 12 di Roma e
Dipartimento XIX per lo sviluppo e il recupero delle periferie del Comune  di Roma

Contiene la documentazione filmata dei 2 spettacoli teatrali
I viaggi di Gulliver” e “L’isola che c’è. Viaggio dentro casa
Con la Compagnia integrata “I Gulliver”
E il documentario “L’isola che c’è. Viaggio dentro il Laurentino 38”
 
Frutto di un decennio di lavoro nei laboratori teatrali e danza movimento terapia
con i pazienti del centro salute mentale della Asl, nel quartiere Laurentino-Fonte Ostiense
 
Un’idea diversa per un regalo di Natale e un piccolo aiuto a un’Associazione onlus
che da molti anni lavora per un’interazione creativa con il disagio mentale

 


Venerdì 27 giugno 2008 esce nei cinema italiani il film:


ITALIAN DREAM
35 mm., colore, 95’

Regia di Sandro Baldoni
con
Ivano Marescotti. Teco Celio, Silvia Cohen, Lenka Lanci
e con la partecipazione di Carlo Croccolo, Sergio Bini (Bustric), Pietro
Biondi, Sebastiano Filocamo, Paolo Pierobon, Mariella Valentini, Johnny Dell’Orto.
Soggetto di Sandro Baldoni
Sceneggiatura di Sandro Baldoni e Jo Durden Smith
Collab. alla sceneggiatura Andrea Balzola e Rocco A. Barbaro
Fotografia Daniele Massaccesi
Scenografia Gianni Silvestri e Cristiana Amendola
Costumi Donatella Cianchetti
Suono Maurizio Argentieri
Montaggio Ilaria Fraioli
Musiche di Carlo Siliotto
Produttore esecutivo Gianfilippo Pedote
Prodotto da Gianfilippo Pedote
e Sandro Baldoni, Johnny Dell’Orto, Zeno Fedeli, Francesco Virga
per Venerdì Cinema; Distribuzione: Lucky Red

SINOSSI DEL FILM
Antonio, un uomo con sogni, ansie e peccatucci molto normali, viene intercettato da Raniero, un ricchissimo ed eccentrico signore che lo bracca sistematicamente senza un motivo apparente, fino al giorno in cui gli rivela che è lui l’uomo che lo ucciderà, permettendogli così di compiere il suo grande e fatale destino.
Antonio non prenderebbe sul serio quelle bizzarrie esoteriche ma è incalzato da Raniero, che finisce per impossessarsi della sua vita tenendolo in pugno come una pedina. Antonio allora si spaventa e cerca di sfuggirgli, disposto persino a rinunciare a qualche inatteso beneficio che ricava da quell’assurda relazione. Ma il cerchio si stringe e Raniero implacabile gli sta addosso, e quello che sembrava solo un gioco diabolico diventa invece una valanga che travolge in un crescendo tragicomico i nostri personaggi e i loro sogni onnipotenti.
 


10 - 12 luglio 2008:
Teatro Arcimboldi - Milano
GALILEO ALL’INFERNO
cosmodramma interattivo

Giovedì 10, venerdì 11 e sabato 12 luglio il Teatro degli Arcimboldi (viale dell’Innovazione, 20 - Milano) ospiterà “Galileo all’Inferno”, spettacolo di danza e video prodotto dallo Studio Azzurro di Milano.
Regia: Paolo Rosa
Coreografia: ALDES / Roberto Castello
Luci e fotografia: Fabio Cirifino
Drammaturgia: Paolo Rosa ed Andrea Balzola
Sistemi Interattivi e collaborazione artistica: Marco Barsottini e Lorenzo Sarti
Testi : Andrea Balzola
Musica originale: Tommaso Leddi

Lo spettacolo, ispirato alla vita di Galileo Galilei, nasce dalla collaborazione artistica tra il Balletto dell’Open Haus di Norimberga e lo Studio Azzurro di Milano.
La vita dello scienziato italiano Galileo Galilei attraversa il tempo come una stella cometa, ed è emblematica del complesso rapporto tra ricerca scientifica e fede religiosa, tra libertà di pensiero e convenzioni culturali, tra invenzione tecnologica e sviluppo della conoscenza. La sua opera diventa simbolo di come il pensiero di un uomo possa esplorare l’ignoto aprendo nuove prospettive per l’umanità, a suo rischio e pericolo, ostinato a prezzo anche della vita e degli affetti.
Galileo all’Inferno prende spunto dalla vita dello scienziato, senza volerne fare un ritratto puramente biografico. Si tratta, piuttosto, di un itinerario visionario di Galileo all’Inferno, raccontato con i “moti dei corpi” coreografati dai danzatori della compagnia Aldes, con le proiezioni mutanti e interattive di Studio Azzurro, con frammenti verbali elaborati da Andrea Balzola da documenti e scritti galileiani, tutto musicato da Tommaso Leddi.
La scena è concepita come un organismo metamorfico, dove, in un progressivo passaggio tra macrocosmo e microcosmo, i corpi dei danzatori sono come emanazioni del pensiero di Galileo e interagiscono con le videoproiezioni, disegnando una “cosmogonia antropomorfa”.
Lo spettacolo, prodotto in una nuova versione per il Teatro degli Arcimboldi con le coreografie di Roberto Castello, riporta un sorprendente e poco noto tentativo da parte di Galileo di coniugare il rigore matematico con l’immaginazione poetica e artistica. L’uso dei dispositivi interattivi consente ai danzatori di trasformare la scena in tempo reale con i loro movimenti, superando la tradizionale separazione tra corpo e scenografia, e si connette profondamente col principio di Galileo di una tecnologia che può estendere la dimensione percettiva dell’uomo, addirittura fino al punto di misurare un luogo "fantastico" e puramente immaginario come l'inferno di Dante.
 


I RACCONTI DEL MANDALA
concertazione scenica per voce e datasuit
 

con FRANCESCA DELLA MONICA
a cura di MAURO LUPONE


Ipertesto e Drammaturgia: ANDREA BALZOLA; Musica, Sound design e Interazione Audio MAURO LUPONE; Video: THEO ESHETU con la collaborazione di SAMUELE MALFATTI; con la partecipazione di ANDREA CARABELLI, MARION D'AMBURGO, CATERINA DE REGIBUS, MASSIMO VERDASTRO, FRANCESCO e RICCARDO CORSI; Costumi: MARION D'AMBURGO; Responsabile Tecnico Audio: GIANLUCA CAVALLINI; Coordinamento, Logistica e Documentazione: ANNA MARIA MONTEVERDI

Date:

Imperia Teatro Civico , Dicembre 2007 , La Spezia teatro Civico, Dicembre 2007 , Roma, Teatro Nuovo Colosseo. Gennaio 2008

 

VIDEO-FILM RECENTI:

Il video “L’ISOLA CHE C’È. VIAGGIO DENTRO IL LAURENTINO 38” (55’) (progetto di A.Balzola e A.Panelli, regia di A.Balzola),  2006

selezionato e presentato al Film Festival “VISIONI FUORI RACCORDO” Roma, 14-17 novembre 2006

 

SONO IN USCITA:

Il film di Sandro Baldoni “LOOK RIGHT, LOOK LEFT” (collaborazione alla sceneggiatura, con R.A.Barbaro)

 

POTETE ORDINARE I MIEI LIBRI ON LINE AI SEGUENTI LINKS:

www.libreriauniversitaria.it/goto/author_Balzola+Andrea/shelf_BIT/Balzola_Andrea.html

A.Balzola, F.Prono, LA NUOVA SCENA ELETTRONICA. IL video e la ricerca teatrale in Italia, Rosenberg & Sellier, 1994

A.Balzola, P.Mantovani, STORIE DI PITTORI (racconti), Fògola ed. 2002

A.Balzola, AM. Monteverdi, LE ARTI MULTIMEDIALI DIGITALI, Garzanti 2007,  2° edizione

A.Balzola, AM. Monteverdi, STORIE MANDALICHE, Nistri-Lischi 2005

 

www.amazon.de/Weltanschauung-Eine-Anthologie-zur-Zeitenwende/dp/3899290968

S.Artero, A.Balzola, P.Eubel, J.Pfeiffer, WELTANSCHAUUNG, Swirdoff  2006

 

http://www.cut-up.net

http://cutupmagazine.splinder.com/

http://www.infolav.org/lenostrecampagne/altrecampagne/gadgetlav/ideeregalo

A.Balzola, O.Catacchio, LA FATTORIA DEGLI ANORMALI, Cut Up 2006


http://www.principecostante.it/

A cura di Teatro Aperto, IL DRAMATURG, Il Principe Costante 2004

A cura di Teatro Aperto, IL TEATRO NASCOSTO NEL ROMANZO, Il Principe Costante 2005

A cura di AM.Monteverdi e O.Ponte di Pino, IL MEGLIO DI ATEATRO (2001-2003), Il Principe Costante 2004


 


Studio Azzurro. Videoambienti, ambienti sensibili

e altre esperienze tra arte, cinema, teatro e musica

Fabio  Cirifino
Paolo  Rosa
Stefano  Roveda
Leonardo  Sangiorgi

Cura: Bruno  Di Marino
Collana: Real Cinema
Contenuto: 2DVD + libro di 232 pagine
Prezzo: Euro 21,9

Ordinalo su IBS

 

Le scene virtuali di Studio Azzurro da Prologo a Galileo
di
Andrea Balzola


Studio Azzurro inizia la sua avventura teatrale alla fine del 1985 (Teatro La Piramide di Roma) con la video-performance Prologo a diario segreto contraffatto realizzata in collaborazione con Giorgio Barberio Corsetti e la compagnia La Gaia Scienza. Questa convergenza di esperienze e di visioni artistiche (avviata lo stesso anno nel film Nanof e nella videoambientazione Vedute) si rivela particolarmente feconda e segna una svolta nella ricerca teatrale italiana degli anni ottanta, introducendo un’inedita drammaturgia che incrocia scena e set, corpo reale e corpo virtuale, linguaggio video e performativo. Se in quegli anni, sulla scia del Teatro Immagine di Memè Perlini, della nuova scrittura scenica teorizzata da Giuseppe Bartolucci e Carmelo Bene e delle sperimentazioni metalinguistiche di Carlo Quartucci, il teatro di ricerca cercava nel cinema e nel nuovo linguaggio video nuove forme espressive, Studio Azzurro e Corsetti riescono a cogliere più precocemente di tutti una possibile e originale modalità d’integrazione tra azione teatrale e immagine video, inventando la “doppia scena”. In Prologo allestiscono sulla scena un set televisivo non visibile al pubblico, dove gli attori sono inizialmente imprigionati: i loro corpi e i loro movimenti sono ripresi da dodici telecamere disposte su quattro file verticali e sono visibili in diretta al pubblico soltanto attraverso i dodici monitor collegati alle telecamere (più altri tre dislocati sul palco). Quando in seguito gli attori si liberano dalla loro “prigione” elettronica e invadono la scena con una corporeità dionisiaca, gli spettatori vedono sorprendentemente materializzarsi il loro corpo virtuale elettronico. Dall’evento dell’interazione diretta – e in diretta – tra il corpo dell’attore e lo spazio virtuale del video scaturisce non soltanto un’inedita idea scenica ma anche una nuova esperienza percettiva per lo spettatore (un tema che diventerà centrale nelle opere di Studio Azzurro e che culminerà negli ambienti sensibili interattivi degli anni novanta). L’intreccio fra spazio virtuale e corpo reale viene elaborato nella successiva performance Correva come un lungo segno bianco (con quaranta monitor, tre telecamere in diretta, cinque attori e un cantante, 1986), dove un lungo sentiero di monitor imprigiona l’immagine di un’Euridice contemporanea che un Orfeo in carne e ossa cerca di ritrovare e di riabbracciare, percorrendo gli schermi con tutto il corpo. Nella successiva Camera astratta (Documenta Kassel, 1987) la struttura della doppia scena si evolve ulteriormente, e i monitor (sui quali appare il corpo intero o frammentato degli attori) diventano soggetti attivi e dinamici, come dei veri e propri interpreti, che percorrono lo spazio su binari e oscillano su pedane sospese. Nell’idea degli autori, La camera astratta è la mente stessa e gli eventi dello spettacolo sono come le emanazioni-manifestazioni degli istanti-pensiero che attraversano quella scena interiore.
Dopo il sodalizio con Corsetti, Studio Azzurro prosegue la sua esplorazione “di frontiera” mediante nuove messinscene videoteatrali come Delfi (1990-1994) e una serie di opere di confine tra musica-danza-teatro-video, frutto della collaborazione con il compositore Giorgio Battistelli e originali coreografi (Sieni, Castello, Kurz).
Delfi si ispira a un testo del poeta greco Ritsos che descrive l’amarezza di un moderno cicerone per l’insensibilità dei turisti che visitano le divine bellezze di Delfi. Un solo attore-cicerone (Moni Ovadia) recita il suo monologo tra i calchi dell’olimpo scultoreo, ma la scena è buia e visibile al pubblico solo attraverso due grandi monitor collocati in proscenio come due grandi occhi artificiali, collegati allo sguardo epifanico delle telecamere a raggi infrarossi che “vedono” al buio. La telecamera a raggi infrarossi, creata per scopi scientifici e militari, diventa qui pregnante metafora di una facoltà visionaria in grado di bucare la cecità dello sguardo massificato dai media e dal turismo organizzato, illuminando il buio di una vista ordinaria che consuma senza apprendere.
La collaborazione con il compositore Battistelli prende avvio con Il combattimento di Ettore e Achille (1989), un video-spettacolo di danza, coreografie di Virgilio Sieni, che sdoppia su due schermi l’azione teatrale dei due danzatori rivali. Kepler’s Traum (1990) è una trasposizione musicale-teatrale della descrizione che il grande astronomo Keplero fece dell’orbita ellittica dei pianeti mediante la simulazione di un sogno nel quale egli osserva la Terra dalla Luna. Studio Azzurro interpreta e attualizza questa visione utilizzando in scena degli schermi mobili e curvi che ricevono immagini della Terra in diretta dai satelliti. In The Cenci (1997, da Artaud) e in Giacomo mio, salviamoci! (1998, testi ed epistolari di e su Giacomo Leopardi, a cura di Vittorio Sermonti), l’intera scena praticabile si trasforma in un ambiente virtuale parzialmente interattivo, dove i personaggi con le loro azioni, gesti e suoni, provocano eventi visivi e sonori (videoproiettati): in The Cenci su una scena a croce, simbolo chiave della tragica vicenda, appaiono e scompaiono banchetti, soglie e oggetti virtuali, in Giacomo mio... un conferenziere (Umberto Orsini) racconta una biografia poetico-esistenziale di Leopardi, attorno a un tavolino che si estende progressivamente all’intera platea e che diventa schermo dell’universo immaginario del poeta. Questi ambienti virtuali rimangono attivi anche dopo lo spettacolo per ricevere un’“invasione di campo” del pubblico che li esplora in prima persona.
In mezzo alla scena di Il fuoco, l’acqua e l’ombra (1998, ispirato al regista russo Tarkovskij, in collaborazione con il coreografo Roberto Castello) è sospesa una pedana mobile, come una zattera che naviga nel buio in un mondo in eclissi. Su questo spazio ristretto, instabile e invalicabile agiscono quattro danzatori-naufraghi che interagiscono con le immagini virtuali videoproiettate sulla pedana. I corpi dei danzatori sono in balìa di elementi naturali (aria, fuoco, acqua, terra) virtuali, ma non meno travolgenti. In totale diciotto scene nelle quali la regia di Rosa e la coreografia di Castello elaborano frammenti e motivi tarkovskiani, costruendo un intenso tappeto visivo e visionario di micronarrazioni simboliche.
Nel 2004 l’ente lirico Staatsoper di Stoccarda commissiona a Studio Azzurro la messinscena dell’opera musicale contemporanea Neither (1976) di Morton Feldman con un breve, densissimo testo di Samuel Beckett che è come un concentrato della sua poetica. Morton Feldman, compositore statunitense dell’avanguardia postbellica, ispirato dall’insegnamento di Cage e prematuramente scomparso nel 1987, è uno dei maggiori innovatori della notazione musicale contemporanea. Le sue partiture mirano a un’assoluta essenzialità e a una rarefazione metafisica che ben si coniuga con la spietata spogliazione della scrittura beckettiana. La difficoltà e dunque la sfida principale è quella di mettere in scena il “non io” del testo, l’assenza di un soggetto grammaticale: come dare figura all’infigurabile, al non soggettivabile? Scrive Paolo Rosa: “Il testo è una sorta di resoconto intorno allo stare al mondo non di questo o di quell’individuo, ma dell’uomo in generale, dell’esserci. A descriverlo è una voce che non parla in prima, né in seconda, né in terza persona. [...] Si trattava per noi di restituire a Neither il suo carattere astratto, di neutralizzare la presenza dell’interprete, di evitare che occupasse la posizione centrale di un personaggio, di un soggetto ‘lirico’. Per questo abbiamo deciso di non collocare la cantante sul palcoscenico, ma di farla affiorare dalla buca dell’orchestra”.
È come se il soggetto in scena diventasse non un personaggio ma un’azione: la ricerca di qualcosa di irrappresentabile, invisibile. E questa ricerca trova il suo “medium” nella luce. Il palcoscenico è vuoto, è la luce che lo riempie di presenze e azioni virtuali, facendosi generatrice di immagini, miraggi che evocano il mondo beckettiano: la sedia a dondolo, il topo, l’uccello in gabbia, l’uomo nel letto, i passi, le scale, l’albero, oggetti quotidiani... “Ciò che mettiamo in scena attraverso questi mezzi non sono simulazioni, immagini che rimandano a cose, bensì ‘cose-immagine’ dove al valore di rappresentazione si aggiunge e si evidenzia l’immagine in sé, la sua grammatica, la sua sostanza fisica fatta di trasformazione di forma, dilatazione di spazio, manipolazione del tempo. Immagini che vengono depositate sul palcoscenico così come affollano lo scenario della nostra quotidianità e si depositano nei nostri immaginari caratterizzando questa epoca.” Questo incessante manifestarsi e dissolversi delle forme e delle figure dalla vacuità della scena non solo evoca una metafisica di radici orientali, sicuramente interiorizzata in Feldman dall’estetica musicale del suo maestro Cage e non estranea allo stesso Beckett, ma richiama una metafora del teatro, come non luogo, cornice di un vuoto che ospita le epifanie della manifestazione. Quale luogo è infatti “più irrappresentabile di uno spazio scenico: nessun luogo e infiniti potenziali luoghi tutti insieme”.
Studio Azzurro ha sempre cercato, nella trasversalità delle sue opere fra arti visive elettroniche, cinema e teatro, una nuova modalità di narrazione visiva che procede per microeventi e microassociazioni, variabili in relazione all’attenzione e alla partecipazione emotiva, immaginaria e mentale dello spettatore. L’esempio più recente è lo spettacolo Galileo (studi per l’inferno) (2006), che nasce dalla collaborazione artistica con la coreografa Daniela Kurz e il Balletto dello Staatsoper di Norimberga (che ha già avuto un importante precedente con lo spettacolo di danza Wer mochte wohl Kaspar Hauser sein, del 2000, dove Studio Azzurro ha animato con il data glove la figura emblematica di un cavallo virtuale). Nel densissimo percorso intellettuale di Galileo, fondatore del metodo sperimentale e della scienza moderna, c’è anche un sorprendente, e poco noto, tentativo di coniugare il rigore matematico con l’immaginazione poetica e artistica. Infatti, nelle Due lezioni all’Accademia fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell’“Inferno” di Dante, del 1588, Galilei ripercorre passo per passo il viaggio dantesco all’inferno cercando di dare una descrizione razionale, matematica e geometrica dei gironi infernali e dei demoni che li abitano, calcolando misure e proporzioni di quei luoghi, dei giganti e infine dello stesso Lucifero. Da questo intreccio fra arte e scienza, lo spettacolo prende spunto per realizzare un viaggio simbolico con i linguaggi contemporanei della danza e delle immagini interattive. L’uso dei dispositivi interattivi consente ai danzatori di trasformare la scena in tempo reale con i loro movimenti, superando la tradizionale separazione tra corpo e scenografia, e si connette profondamente con il principio di Galileo di una tecnologia che può estendere la dimensione percettiva dell’uomo, addirittura fino al punto di misurare un luogo “fantastico” e puramente immaginario come l’inferno di Dante. Lo spettacolo non è quindi un ritratto biografico, ma un itinerario visionario di Galileo all’inferno, raccontato con i “moti dei corpi” coreografati da Daniela Kurz, con le proiezioni mutanti e interattive di Studio Azzurro, con la collaborazione drammaturgica di Andrea Balzola, tutto musicato da Tommaso Leddi. La scena è concepita come un organismo metamorfico, dove, in un progressivo passaggio tra macrocosmo e microcosmo, i corpi dei danzatori sono come emanazioni del pensiero di Galileo e interagiscono con le videoproiezioni, disegnando una “cosmogonia antropomorfa”.
Lo sguardo umano che si sofferma a studiare la natura e l’universo scopre in essi anche lo specchio macrocosmico della condizione umana. E la conoscenza, come qualcuno più tardi avrebbe suggerito, non serve soltanto a descrivere il mondo, ma anche a trasformarlo. Il fulcro dello spettacolo diventa questo rapporto indissolubile tra conoscenza del mondo ed evoluzione dell’uomo, che si configura nell’intreccio dinamico tra corpo reale e scena virtuale (videoproiezioni interattive), frutto di un percorso che caratterizza la ventennale ricerca espressiva di Studio Azzurro nelle arti visive e nel teatro. Un percorso che attraversa la scena teatrale trasformandola in un laboratorio di sperimentazione di nuove relazioni tra corpo performativo, immaginario e pubblico, che quindi non si limita (come gran parte dell’uso scenico attuale delle videoproiezioni) a usare la dimensione visiva in modo scenografico, ma crea una nuova drammaturgia dell’interattività, immersiva e sinestetica, che abbraccia e incrocia in modo originale ma fluido, non artificioso, il campo delle arti visive multimediali con quello delle arti sceniche e con quello dei grandi temi etico-sociali nella nostra epoca tecnologica.

http://www.feltrinelli.it/SchedaLibroEstratto?id_estratto=1543

 


Fernando Mastropasqua

(a cura di), La scena rituale. Il teatro oltre le forme della rappresentazione, Carocci Editore-Università Torino, Roma 2007


Esposizione libro artista L’ORNATO BEN TEMPERATO

Il libro d’artista: L’ORNATO BEN TEMPERATO (vedi sezione MULTIMEDIA-Progetti)

Progetto di Andrea Balzola e Paolo Masera; Testo Andrea Balzola. 1986

sarà esposto nella mostra “Oggetto LIBERo”. Libri d’artista da collezioni pubbliche e private” all’ARCHIVIO DI STATO, di Firenze, 22-30 maggio 2007, nell’ambito del convegno  “Oggetto LIBERo”. Il libro d’artista in Italia tra produzione e conservazione”, 22-23 maggio 2007, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, a cura di Andrea Granchi, con il patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, della Regione Toscana.


DI PROSSIMA USCITA (maggio 2008):

 un DVD

Edizioni Fandango in collaborazione con

Associazione Culturale DIVERSE ABILITA’

 documentazione video di 2 spettacoli teatrali e 1 video-documentario:

 

“I viaggi di Gulliver” 2004, regia di Alessandra Panelli, drammaturgia di Andrea Balzola da J.Swift, durata 45’

“L’Isola che c’è. Viaggio dentro casa (Laurentino 38)” 2006, regia di Alessandra Panelli, scritto da Andrea Balzola, durata 37’

documentario sul quartiere Laurentino 38   “L’Isola che c’è: viaggio dentro il Laurentino 38”, progetto di Alessandra Panelli e Andrea Balzola,  regia video di A.Balzola, durata 55’

 

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